Un’aria più inebriante dello champagne

Rileggo La signorina Else di Arthur Schnitzler in uno spirito del tutto differente da quello che mi ha accompagnato non troppo tempo fa, quando questo libro mi è capitato fra le mani. Stavolta la prospettiva è diversa, qualche lettura e lo studio di alcune ipotesi narratologiche mi hanno aperto delle porte.

Qui la mia recensione su Letteratu: http://www.letteratu.it/2014/01/06/unaria-piu-inebriante-dello-champagne/

Egon Schiele

Lo stile di Schnitzler spara scintille fin dalla prima pagina e veniamo inseriti nel mondo emozionale di Else di soprassalto, senza nessuna descrizione introduttiva che ci accompagni nel suo universo.
Dialoga con se stessa in un fluido monologo interiore senza filtri che rievoca situazioni passate e commenta in diretta quelle presenti. “Ora mi volto, rivolgo un cenno di saluto” e noi siamo direttamente nei suoi pensieri ancora prima che essi si perdano nella concretezza dell’azione.
Else si moltiplica all’infinito in un vortice confuso di contraddizioni.

L’Autore Modello tanto caro a Umberto Eco (da leggere le Sei passeggiate nei boschi narrativi) è in questo caso ben lontano dal narratore onnisciente a cui siamo normalmente abituati quando ci infagottiamo nella nostra poltrona con un rilassante romanzo. Schnitzler segue passo per passo ogni azione della ragazza e ci incanala nel flusso dei suoi pensieri senza farsi notare. La narrazione è trainata dal punto di vista soggettivo in una focalizzazione interna e fissa. Il racconto contemporaneo all’azione è quello tipico del monologo interiore, dove la coincidenza tra storia e narrazione va a vantaggio del discorso eliminando quasi completamente l’azione (che infatti è ridotta a pochi fatali passi).Turbinio nelle passeggiate inferenziali: gli snodi del testo ci invitano ad interpretare l’intero racconto e a proiettarci più in là del punto in cui siamo durante la lettura. Ci si continua a chiedere quale sia il limite estremo che è in grado di valicare. Grazie a questa narrazione interna percepiamo la follia di Else e i suoi capricci che si tramutano in tragedia.

Senza inibizioni, Else ci dona tutti gli aspetti delle sue riflessioni. Ci è donata nella sua interezza ma solo per i pochi istanti di queste 80 pagine.

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