Il mio scetticismo su Argo di Ben Affleck

argo

Recensione pubblicata anche sul sito Cineteatronews a questo link: http://www.cineteatronews.com/2013/10/04/argo-si-argo/

La presenza di Ben Affleck alla regia incuriosisce, quindi nonostante le mie reticenze sono andata a vedere questo acclamatissimo e pluripremiato Argo. Purtroppo non è il capolavoro che prometteva, ma lo sforzo di voler produrre qualcosa di originale c’è, e si vede. Soprattutto nella parte iniziale del film si viene coinvolti dalla frenesia della folla di rivoluzionari che attacca l’ambasciata americana a Teheran per portare in ostaggio i diplomatici ospitati. La scena rende benissimo anche ai nostri occhi abituati alle scene di violenza peggiori e nonostante l’inibizione a cui siamo quotidianamente sottoposti. È evidente una ricerca accurata delle vicende e dei fatti, evitando banalità.

Fotografia eccellente questo film, che quasi compete con le più autentiche atmosfere anni ’80. Non a caso Rodrigo Prieto è anche lo scenografo di film come Wall Street: il denaro non dorme mai (anche senza saperlo, Argo mi ha fatto subito pensare al film di Stone) e La Venticinquesima Ora (pellicola più che trascurabile a parer mio, ma con una fotografia notevole).

Quello che non va, oltre ad un protagonista affascinante ma di poco spessore, è la patina da film americano che ammorba questo film nella seconda parte. La solita, stanchissima moralità firmata USA che ha già reso insipidi tanti film potenzialmente interessanti, primo tra tutti Salvate il soldato Ryan di Spielberg... Non si può non apprezzare la linea di tensione egregiamente mantenuta per tutto il film, ma bisogna riconoscerlo per quello che è: uno schema trito e ritrito che non ha nulla di originale. Non c’è ambiguità, ma un finale piatto e senza sfumature che non rispecchia neanche lontanamente i fatti intrecciati della Storia e della Politica. Per quanto riguarda il cast nulla da dire, solo Goodman e Arkin sono un affare ed equilibrano la vicenda dando un po’ di colore ed ironia a qualche scena, che non guasta mai.

Insomma, finito Argo la sensazione che ho avuto istintivamente è stata quella di vedere nella seconda parte un film completamente diverso, che in comune con la fase precedente aveva solo la pellicola vintage azzurrognola di superficie.

 

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