La Grande Bellezza

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Dopo lo splendido This Must be the Place, Sorrentino ci propone un altro film denso, di quelli che lasciano uno strato di piacevole malessere usciti dalla sala. Uno di quei film che tanto si comprendono al momento della visione e che lasciano spiazzata poi, quando l’atmosfera si è dileguata tra le chiacchiere. Senza voler dare un significato univoco e senza voler esprimere troppo direttamente la critica alla società contemporanea, il regista ci cala nell’atmosfera di disincanto e disillusione propria del protagonista.

Jep Gambardella (Toni Servillo) è un mondanissimo giornalista romano che al compiere dei 65 anni fa il punto della situazione con se stesso. La sua vita si snoda tra una festa pacchiana e l’altra, coinvolto dalle personalità più appariscenti e kitch. Le serate finiscono con i drammi degli amici intimi, tra scontri verbali e disillusioni condivise. Ma ciò che cerca ogni giorno è altro, è la bellezza, la più insignificante idilliaca bellezza che la città gli nasconde ad ogni svolta. Jep passeggia tra le vie deserte di Roma al sorgere del sole, scavando tra i suoi ricordi in cerca di quel momento catartico ed emozionante che lo ha segnato senza che se ne accorgesse. Tra i monumentali palazzi romani si celano le più grottesche vicende, delle epifanie momentanee che si mescolano agli individui più goffi e tragici.
Credo non si possa fare a meno di considerare questo film un tributo a Roma, così svalutata dalla banalità del turismo di massa e dalle interpretazioni un po’ stereotipate (come non pensare a
To Rome with love di Woody Allen?), ma che in questo film rivive le albe più estatiche e le notti più solitarie.

Una colonna sonora ricchissima e che più variegata non si può. La saggezza sta nel saper accostare nel migliore dei modi l’ultima hit da discoteca e Arvo Pärt.

 

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2 pensieri su “La Grande Bellezza

  1. Cristina ha detto:

    È incredibile e sconcertante come il protagonista sia rimasto ancorato ad un unico momento di bellezza vissuto da giovanissimo e tutto il resto appaia spoglio, squallido e senza senso. Forse solo Roma eguaglia quella bellezza, ricercata in maniera esasperata.

    • elisewinrigby ha detto:

      O forse il suo è stato solo un momento di distaccamento nostalgico dal mondo vivace di ogni giorno, per risprofondare poi nella routine?
      Tutte le risposte si adattano, è la cosa più bella di questo film.

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