Dans la Maison le vite degli altri

Recensione pubblicata anche sul sito Cineteatronews a questo link: http://www.cineteatronews.com/2013/09/01/nella-casa-di-francois-ozon/

La magnifica colonna sonora di Philippe Rombi mantiene l’attesa appesa ad un filo..

Ogni situazione che viene presentata si pone come ambigua, ogni azione non ammette mai la sua piena realizzazione. Tutto ciò che il film mostra può essere accaduto oppure no, può essere immaginazione di Claude, o del professore o anche di Jeanne. Può forse essere anche la fantasia di una donna annoiata dalla vita come Esther? Può non essere successo nulla oppure tutto, la sapienza narrativa risiede proprio nel fatto che questa fondamentale domanda risulti trascurabile durante la visione.

Il professore ripete ossessivamente al suo alunno che il quesito più importante a cui una storia deve rispondere è: Come il protagonista raggiungerà il suo obbiettivo?. Ciò che invece viene più naturale chiedersi durante lo scorrere delle inquadrature è: Chi è Claude e cosa nasconde dietro l’aria ingenua?. Viene solo accennata la sua situazione familiare e il suo atteggiamento enigmatico non lascia intravedere la sua personalità e i suoi turbamenti. Ozon ci lascia in sospeso con queste domande, fino all’ultima scena ed oltre, con la testa ormai fuori dallo schermo ma ancora immersa nel gioco ad incastro che il diligente Claude ha realizzato per noi. La panchina solitaria nel parco di fronte a casa di Rapha è ora la panchina dove Germain e Claude osservano le finestre di un condominio. Qual’è quindi il luogo reale dell’ambientazione? Ma soprattutto, esiste questo luogo oppure è solo un abbozzo per un’altra vicenda?

Il gioco psicologico di cui si avvale in narratore fa un uso di meccanismi di suspance piuttosto rodati e forse non particolarmente originali, ma la resa è ottima se si considera il pieno coinvolgimento nella vicenda e l’immedesimazione dello spettatore nelle ansie del professore. Siamo quindi anche noi narratori mancati di fronte al talento di Claude che con quel mezzo sorriso sornione manipola le nostre aspettative senza difficoltà.
dans

Uscito il 18 aprile, Dans la Maison (Nella casa per la versione nostrana) di François Ozon è tratto dalla pièce teatrale El chico de la última fila di Juan Mayorga del 2006. Racconta del microcosmo di una cittadina francese e del rapporto che si sviluppa tra il professore di Lettere, Germain (Fabrice Luchini) e il suo allievo Claude (Ernst Umhauer). Quest’ultimo è un alunno promettente rispetto alla massa di studenti disinteressati che inizia ad intrigare il professore con i suoi temi a puntate che terminano con l’immancabile “…continua”. Toccano tutti lo stesso argomento: il suo inserimento nella casa del compagno di scuola Rapha e la descrizione sarcastica del suo universo familiare composto da un padre afflitto dalla vita professionale e da una madre alienata nell’ossessione dell’arredamento di casa. Davanti a sé si trova la tipica famigliola borghese, pronta a farsi fare a pezzi dalle sue descrizioni taglienti. Inizia la stesura di una serie di racconti che terranno il professore Germain e sua moglie Jeanne sospesi nell’attesa che la vicenda continui. Il professore arriva anche a commettere delle leggerezze a scuola pur di aiutare l’allievo a rimanere nelle grazie della famiglia di Rapha. Claude si insinua nella famiglia frequentando “la casa” sempre più spesso ed arrivando a farne un ritratto sottile e spregiudicato. Matura un certo interesse per la madre del compagno, ma non è chiaro se a sedurlo sia effettivamente il fascino della donna oppure l’attrattiva di poter aggiungere un elemento in più alla storia. Sviluppa una curiosità morbosa portata all’estrema indagine delle psicologie dei soggetti presi in esame, fino ad includere nel suo campo di ricerca anche il professore e la moglie.

 

 

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