Warsaw pt 1

Un giorno di settembre succede di essere presi dalla noia di vivere e di incappare accidentalmente nelle offerte di Ryanair. Quale disgrazia per il portafoglio e che delizia per il cuore!
Così in un paio d’ore un viaggetto di tre giorni è organizzato e si inizia a fantasticare su Varsavia, scelta per i prezzi low budget ma anche per l’innegabile fascino delle città dell’Est. Partendo alla fine di novembre sarebbe logico attenersi al variare del meteo e incappucciarsi fino agli occhi per affrontare il clima gelido del nord Europa. Precauzioni ovviamente esagerate, visto che il clima era più che sopportabile. Multistrato di calzettoni superfluo, piumino ingombrante e stivali rivestiti di pelo (finto), ora ci siamo. Peccato che la macchina fotografica occupi metà dello spazio in valigia e che l’altro lato rimanente sia dedicato quasi esclusivamente ad un maglione e ad un pail viola della decathlon con cui ho dovuto scendere a compromessi. I disguidi invernali che ancora nessuno ha saputo risolvere.

Ad accoglierci nella fase di atterraggio c’è una boscaglia nocciola, disturbata dalle anse della Vistola che si snoda senza freni e senza ostacoli; l’unica costruzione ad opera dell’uomo pare l’aeroporto e la desolazione in cui si trova è una sensazione difficile da percepire qui a casa nostra, abituati come siamo al formicolio delle attività altrui. Potrei essere trascinata senza proteste in questa splendida campagna baciata da un sole inatteso di novembre. Il tragitto in tangenziale mi incanta come se il paesaggio spoglio fosse una meraviglia sulla terra, mi ritrovo a fantasticare sulle abitazioni solitarie sulla strada.
Arriviamo direttamente in taxi davanti all’ostello Kanonia, come delle vere signore, ma per la moderata cifra di 99 zloty (10 euro circa). La nostra temporanea dimora ci accoglie con colori sgargianti e angoli accoglienti, inoltre siamo in quattro persone in una stanza con bagno privato e spendiamo solo 12 euro a notte. L’ostello è collocato vicinissimo al Barbakan (struttura medievale costruita in difesa della città vecchia) in pieno centro storico, basta mettere fuori il naso dalla finestra per sentirsi cucito addosso un animo un po’ più pittoresco.

Barbakan

Vista del Barbakan

Ed è proprio da qui che iniziamo la nostra prima passeggiata polacca, tra i mercatini di Natale più o meno tipici fino a perderci tra le viuzze piastrellate. In fondo è un po’ triste la storia di questa Stare Miasto (centro storico) che pare così immacolata e che invece ha subito più di una distruzione. Riflettendoci, tutto qui ha un’aria artificiale.

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